IMPRENDITORIA

Ai cinesi piace la pizza padovana

Gianni Calaon nella sua pizzeria di Padova
Un gruppo di imprenditori cinesi ha proposto a Gianni Calaon inizialmente un incarico di consulenza e poi di entrare in società con il preciso programma di aprire, in 4 anni, 40 pizzerie in tutta la Cina.

Tutto è nato all'incirca un anno e mezzo fa. Era il mese di ottobre 2016 quanto un gruppo di amici cinesi, tutti laureati a Torino, hanno deciso di effettuare un sondaggio sugli ultimi 15 campioni del mondo di pizza: 13 italiani e 2 francesi. Il progetto aveva finalità di business in quanto i neo dottori cinesi erano tutti imprenditori con aziende avviate ma intenzionati ad allargare gli affari nel mondo del food.
Quando sono arrivati in Italia, il cerchio si è ristretto e alla fine l'attenzione e l'interesse sono ricaduti su Gianni Calaon di Padova: primo classificato "Pizza Classica" al Campionato Mondiale 2010,
Primo classificato "Pizza Sana" al Campionato Mondiale 2011
Primo classificato "Pizza in pala" Campionato Mondiale 2013
Primo classificato "Penelope Team" Campionato Mondiale 2017
La fama di Gianni Calaon era nota già da tempo in quanto dopo anni di esperienza e studio, aveva sviluppato e presentato un nuovo concetto di pizza, chiamandola “Rivoluzione Pizza”. In cosa consiste? Si tratta di una pizza in pala di 50x30 cm., leggera e ad alta digeribilità, con una combinazione di ingredienti selezionati, di alta qualità ma soprattuttoe di carattere stagionale
"Gli imprenditori cinesi – racconta Gianni Calaon – mi hanno contattato proponendomi inizialmente un incarico di consulenza e conseguentemente di entrare in società con loro, con il preciso programma di aprire, in 4 anni, 40 pizzerie in tutta la Cina. Ho acconsentito a progetto e abbiamo iniziato con un laboratorio a Wuhan che può preparare 1500 pezzi al giorno. Il nome della società – spiega Gianni Calaon – è “Meraviglioso” e la catena si chiama “Champions Calaon Meraviglioso”, quindi ho pure il mio nome che campeggia sulle insegne fuori dei locali, perché per loro è oltremodo prestigioso che nel brand vi sia il mio nome, in quanto italiano”.
Il ruolo di Gianni, in questo sodalizio italo-cinese, è di responsabile qualità e sviluppo, formazione del personale addetto all’impasto e alla cottura, ma soprattutto il pluridecorato pizzaiolo padovano sovrintende alla qualità dei prodotti. “Farina, mozzarella e pomodoro – precisa – sono esclusivamente italiani e di alta qualità, mentre per le altre farciture il problema sono i quantitativi che bisogna portare dall’Italia in Cina , poiché servono dei permessi speciali in quanto la normativa è piuttosto rigida per il settore alimentare”. Alla domanda di quante pizzerie siano attive in Cina con il suo nome, Gianni Calaon risponde: “Una è già attiva dall’8 aprile 2017 nel centro commerciale dell'Università di Whuang, cittadina situata nel centro Sud della Cina che fa 13 milioni di abitanti, dove sono molto richieste e apprezzate le tipologie di pizza in pala, pizza in teglia e pizza classica. Entro un anno uno dei soci vuole arrivare assolutamente anche a Pechino e Shangai. E stiamo lavorando attualmente in tal senso”.
“Da parte mia – aggiunge Calaon – non c’è stato alcun impegno economico, anzi. Ricevo una percentuale dalla società per usare il mio nome in tutta la Cina e in più mi pagano pure la consulenza: da contratto sono 70 giorni all'anno concordati per la mia presenza laggiù. Tranche da 15 giorni al massimo”.
Il sondaggio che ha fatto emergere Gianni dalla rosa dei migliori è durato 6 mesi, in incognito. Gli interessati cinesi sono andati in giro, fra l’Italia e la Francia, ad assaggiare le pizze dei campioni del mondo e poi a conoscerli direttamente.
Va da sé che la pizza non piace solo ai cinesi. Perché per questo prodotto che connota l’Italia nel mondo ed è stato dichiarato recentemente patrimonio dell’umanità, si è già mossa anche la Thailandia e molto probabilmente la stessa catena verrà aperta anche in Thailandia. “E anche qui – conclude Gianni - le pizzerie avranno tutte lo stesso marchio e layout”. Ma come non ti accorgi di quanto tutto questo sia… Meraviglioso?

Germana Cabrelle